[Reggio Emilia] “Le scuole sicure non sono quelle con i cani antidroga”

Reggio Emilia in Comune contesta: “A noi sembra un indecente criminalizzazione dei nostri ragazzi”

[Reggio Emilia] “Le scuole sicure non sono quelle con i cani antidroga”

Nei giorni scorsi gli studenti delle scuole superiori reggiane hanno manifestato davanti all’ingresso del polo scolastico di via Makalle’ contro “il piano scuole sicure” promosso dal ministro degli interni Salvini. A questi studenti va il nostro plauso e il nostro sostegno.

Questo piano nazionale, finanziato con uno stanziamento di 2,5 milioni di euro, si propone di reprimere l’illegalità che ruota attorno al mondo scolastico italiano. Sono misure ragionate per contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti e il cyberbullismo attraverso l’arruolamento di agenti di polizia ed installazione di maggiore videosorveglianza. Di fatto, ad oggi, l’unica azione visibile nel territorio reggiano sono le ormai numerose perquisizioni di polizia fin dentro le aule scolastiche con cani antidroghe.

Ci chiediamo innanzitutto chi sia il vero obbiettivo di questi operativi, a noi sembra un indecente criminalizzazione dei nostri ragazzi. Va detto per correttezza, che in questi mesi gli agenti raramente si sono imbattuti in ritrovamenti di sostanze stupefacenti. Allora a chi giovano queste azioni se non ad una propaganda securitaria ad uso e consumo del ministro degli interni?

Altra questione, non secondaria, è come venga intesa la scuola da questo governo. Un’istituzione che dà gli strumenti e giuste informazioni per crescere ai futuri cittadini o un contesto militarizzato dove eventuali comportamenti vengano stigmatizzati e repressi? Reggio Emilia in Comune su questi è chiara, servono fondi per mettere in sicurezza le scuole, investendo piu risorse in edilizia scolastica, in attrezzature didattiche e in proposte formative adeguate e magari con giusti trattamenti salariali per i lavoratori della scuola.

L’utilizzo di sostanze stupefacenti illegali sono costume oramai di una fetta consistente della popolazione, quindi perché non tenerne conto e dare agli studenti le giuste informazioni per prevenire abusi e per tutelarsi da condotte che minano la salute. A Reggio esistono realta’, come Unita di prossimità, gestite da operatori preparati, che da anni svolgono un attivita’ preventiva ed informativa mettendo in contatto eventuali singoli con problematicita’ ai servizi pubblici di riferimento.
Pensiamo siano queste le realtà e le proposte da finanziare. Sorvegliare e punire è una pratica non risolutiva nelle carceri, figuriamoci nelle nostre scuole.

Reggio Emilia in Comune appoggia tutti quegli studenti ed insegnanti che reputano le scuole luoghi della fiducia e dell’apprendimento.

Tratto da Reggiosera

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