Chi Siamo

Siamo un gruppo di insegnanti, studenti, genitori, lavoratori, persone in contatto – direttamente o indirettamente – con il mondo dell’istruzione, che vedono nell’istituzione scuola uno strumento fondamentale e prioritario della nostra società. Riteniamo importante e necessaria un’analisi critica di essa per capire la direzione che sta prendendo, quali siano le linee guida che oggi indirizzano attività e progetti curricolari ed extracurricolari, che idea di società, dinamiche e relazioni vengono rappresentate e insegnate.

Guardandoci un po’ attorno, che sia il web o che siano i nostri ambienti di lavoro/studio, salta all’occhio quanto i rapporti tra il mondo dell’istruzione e il mondo della guerra, entrambi intesi in senso lato, siano sempre più presenti, approfonditi e, molte volte, subdoli.

Per fare alcuni esempi: parate, sfilate, cori e bande musicali di militari negli istituti; orientamenti professionali, stage, borse di studio e progetti di alternanza scuola-lavoro presso reparti di guerra nazionali o in consorzi industriali atti alla produzione di armi; stessi consorzi che finanziano progetti di ricerca nelle Università; gite a caserme, basi militari, mostre di materiale bellico di carattere non esclusivamente storico; depauperamento del ruolo dell’insegnante o dell’educatore in favore di figure poliziesche/militari che prendono voce su argomenti storici, culturali e sociali; utilizzo della paura e del controllo (concretizzati nella figura del poliziotto) in sostituzione di veri progetti di sensibilizzazione e prevenzione; videoconferenze con militari in missione; promozione da parte delle forze armate di campionati sportivi studenteschi e di Giochi della Gioventù vari, affiancando o sostituendo gli enti locali che un tempo contribuivano finanziariamente a questi eventi…e l’elenco potrebbe sicuramente andare avanti.

Considerando l’importanza che la scuola ha all’interno della società, riteniamo doveroso fermarci a riflettere sulle motivazioni di questa ingerenza e soprattutto diffondere la nostra contrarietà ad un processo che, se non viene contrastato, porterà alla totale normalizzazione di una cultura della guerra che proprio la scuola dovrebbe contrastare. In questo senso sentiamo l’urgenza di mobilitarci, consci che l’avanzare della guerra nella scuola rispecchia un sempre maggiore protagonismo militare dell’Italia sui fronti di guerra (basti pensare alle 50 missioni in cui erano impegnati i militari italiani all’estero solo nel 2018), giustificato da una pressante propaganda bellicista che invade tutti i media e le istituzioni, mentre gli stanziamenti per le spese militari crescono costantemente a fronte dei tagli sul sociale che si susseguono di finanziaria in finanziaria.

Ecco quindi il nostro progetto: un luogo (virtuale per ora) dove socializzare tutto ciò che riguarda questa direzione della scuola verso la guerra (da qui il nome del sito, “la scuola va alla guerra”), dove informarsi e informare; uno strumento che possa aiutare cittadini, insegnanti, personale ATA, studenti ad avere uno sguardo più ampio del fenomeno; uno spazio dove rendere pubbliche le iniziative che tentano di contrastare questo processo, in modo che da un momento di informazione ed analisi si possa anche passare a pratiche reali, che vadano dalle situazioni individuali che un insegnante può vivere in classe (quindi utilizzo di materiale didattico contro la guerra) a momenti più collettivi e più forti come,ad esempio, l’opposizione a progetti presentati nei collegi docenti che promuovano la cultura della guerra.